Boris Hanžekovic Memorial
Thompson-Herah batte il record più longevo del Memorial Boris Hanžekovic, LaFond ottiene la migliore prestazione mondiale
Foto di Antonio Bronic
Ben sei record del meeting, una miglior prestazione mondiale stagionale e numerosi altri risultati di altissimo livello hanno caratterizzato la terza e ultima giornata della 76ª edizione del Memorial Boris Hanžekovic, meeting Gold del World Athletics Continental Tour, andata in scena venerdì allo stadio del Parco Sportivo Mladost di Zagabria.
SCARICA L'APP ATHLETICS RECORDS
La leggendaria giamaicana Elaine Thompson-Herah, una delle più grandi velociste della storia, ha cancellato il record più longevo del meeting di Zagabria, quello detenuto da Anelia Nuneva sui 100 metri fin dal 1988 con 10.92. In 38 anni molte grandi sprinter sono passate dal Boris Hanžekovic Memorial, ma nessuna era riuscita a togliere il nome della bulgara dall’albo dei primati. Ci è riuscita Thompson-Herah, che ha tagliato il traguardo in 10.91.
La cinque volte campionessa olimpica, autrice del secondo miglior tempo di sempre sulla distanza (10.54), sta gradualmente tornando ai massimi livelli dopo una lunga serie di problemi fisici e questa è stata la sua prima gara europea dopo tre anni. Ottima anche la prova della connazionale Brianna Lyston, seconda in 10.94, mentre la polacca Ewa Swoboda ha chiuso terza scendendo anch’essa sotto gli 11 secondi con 10.98.
«Sono felice di aver concluso la gara senza alcun dolore e soddisfatta del mio graduale ritorno alla forma migliore. In questo momento il risultato non è la cosa più importante: ciò che conta è correre bene. Questa vittoria per me è allo stesso tempo piccola e grande, per questo ne sono molto grata. Rimango molto ambiziosa, ma, come ho detto, sono ancora in una fase di rientro, con l’obiettivo di tornare ai livelli che avevo raggiunto in passato», ha dichiarato Thompson-Herah.
Diversamente da Nuneva, un altro storico primatista del meeting, Mark Crear, continuerà a detenere il proprio record, ma non più in solitaria. Nella tradizionale gara memoriale dei 110 ostacoli, infatti, l’americano Jamal Britt ha trionfato in 12.98, eguagliando il tempo stabilito da Crear nel 1999. Per Britt si tratta anche del record personale, che lo proietta al terzo posto nelle liste mondiali stagionali. Record personali anche per il giapponese Shunsuke Izumiya, secondo in 13.00, e per Kendry Menendez, terzo in 13.02, mentre il campione del mondo in carica Cordell Tinch si è dovuto accontentare del quarto posto in 13.17.
«Sono contento di aver eguagliato il record del meeting e, trattandosi anche del mio personale, questo risultato ha un valore ancora maggiore. Non è stata una gara perfetta a causa del caldo, ma sono soddisfatto perché sono riuscito comunque a correre forte», ha spiegato Britt.
Uno dei momenti più spettacolari della serata è stato il salto triplo femminile, dove la campionessa olimpica in carica Thea LaFond ha migliorato il record del meeting e quello nazionale della Dominica, firmando la miglior prestazione mondiale dell’anno con 15,25 metri. Si tratta inoltre della miglior misura registrata a livello mondiale nelle ultime tre stagioni, con il primato del meeting migliorato addirittura di 48 centimetri. LaFond ha avuto un’avversaria di altissimo livello nella campionessa del mondo Leyanis Perez Hernandez, seconda con 14,76.
«Sentire ad alta voce la misura di 15,25 metri sembra irreale. Faceva caldo, ma io vengo dai Caraibi, quindi non posso lamentarmi. Il triplo femminile sta vivendo un momento straordinario, è una delle discipline più entusiasmanti dell’atletica e chi non la segue si perde davvero qualcosa», ha affermato LaFond.
Gli altri due record del meeting sono stati migliorati dalle stesse atlete che già li detenevano. La giamaicana Rushell Clayton ha vinto i 400 ostacoli in 53.54, abbassando di 35 centesimi il tempo fatto segnare a Zagabria quattro anni fa. La connazionale Stacey Ann Williams, invece, si è imposta nei 400 metri in 49.48, nuovo record personale e miglioramento di 52 centesimi rispetto al record del meeting stabilito nel 2024.
Williams è salita al quinto posto delle graduatorie mondiali stagionali, così come l’americana Alaysha Johnson nei 100 ostacoli. Dopo il successo dello scorso anno, Johnson si è confermata vincitrice correndo in 12.43, quattro centesimi meglio del record del meeting appartenente a Jasmine Camacho-Quinn dal 2023. Anche la seconda classificata, Rayniah Jones, ha corso in 12.43, ma con qualche millesimo in più, mentre Alia Armstrong ha completato il podio tutto statunitense con 12.51.
Grande attesa c’era anche per gli 800 metri maschili, dove il primatista croato Marino Bloudek ha chiuso al terzo posto in 1:45.00. L’obiettivo era abbattere per la prima volta in carriera il muro dell’1:44, traguardo che dovrà però attendere ancora. Bloudek ha comunque conquistato un altro podio in un meeting Gold, alle spalle del francese Jordan Terrasse (1:44.77) e del botswano Tshepiso Masalela (1:44.99).
«So di essere pronto per il record croato e per correre sotto l’1:44, ma oggi non era il giorno giusto. Sono già salito sul podio in diversi meeting Gold e questo dimostra che sono tra i migliori. Bisogna capire che gli 800 metri sono una delle discipline più competitive di questa generazione: siamo in tanti a correre in 1:44 e in molti possono puntare persino al record del mondo. È un privilegio far parte di questa generazione così forte e tutto questo mi motiva a migliorare continuamente. Forse senza questa concorrenza non avrei mai battuto il record di Luciano Sušanj, e spero di diventare il primo croato a scendere sotto l’1:44», ha dichiarato Bloudek.
Nella stessa specialità femminile, Nina Vukovic ha realizzato il proprio record personale con 2:00.06, tempo che le è valso il terzo posto nella serie principale (quarto complessivo), alle spalle delle britanniche Phoebe Gill (1:59.18) e Isabelle Boffey (1:59.70).
La campionessa olimpica di Rio 2016 Sara Kolak ha terminato quarta nel giavellotto con 59,82 metri, seguita immediatamente dalla giovane promessa croata Vita Barbic, campionessa europea juniores, che con 59,10 ha ottenuto la seconda miglior misura della carriera, a soli due centimetri dal personale. La vittoria è andata alla svizzera Leonie Hügli con 61,14.
«Ho gareggiato male, ero molto rigida e poco rilassata. In questo momento è difficile da accettare, devo calmarmi e imparare qualcosa da questa esperienza. Mi dispiace soprattutto che sia successo proprio qui, davanti al pubblico di casa», ha commentato Sara Kolak.
Nel salto in lungo si è imposto Anvar Anvarov, autore del record nazionale dell’Uzbekistan con 8,29 metri, davanti al serbo Luka Boškovic (8,23). Il primatista croato Filip Pravdica ha concluso al quinto posto con 8,06, mentre l’altro rappresentante di casa, Marko Ceko, è terminato ottavo con 7,73.
Il programma allo stadio sulle rive della Sava si è aperto con il lancio del martello e, come già lo scorso anno, lo spettacolo non è mancato: ben quattro atleti hanno superato gli 80 metri, proprio come ai Mondiali di Tokyo del 2025. Il migliore è stato il cinque volte campione del mondo Pawel Fajdek, che con 81,89 si è fermato a soli due centimetri dal record del meeting. Il miglior croato, Matija Greguric, ha chiuso ottavo con 75,63.
Quinta vittoria consecutiva nel disco per il primatista del meeting Kristjan Ceh, che ha regalato a Zagabria un altro lancio oltre i 70 metri, precisamente 70,32. Prima dell’ultima serie era secondo, ma ha conservato il meglio per il finale, superando il britannico Lawrence Okoye, fermo a 68,24.
Nei 200 metri hanno trionfato due autentiche leggende dell’atletica mondiale. La bahamense Shaunae Miller-Uibo, due volte campionessa olimpica dei 400 metri, si è imposta sulla distanza dimezzata in 22.17. Tra gli uomini, invece, il più veloce è stato l’ex campione olimpico canadese Andre De Grasse, autore di un eccellente 19.95.
Numerose le personalità presenti sugli spalti del meeting, tra cui il sindaco di Zagabria Tomislav Tomaševic, il ministro dello Sport e del Turismo Tonci Glavina, il rappresentante del Presidente della Repubblica Tomislav Paškvalin e il presidente della Federazione Europea di Atletica, Dobromir Karamarinov.
Boris Hanžekovic Memorial - Gli italiani
Italia protagonista anche a Zagabria, con una straordinaria Dariya Derkach che nel salto triplo ha centrato il terzo posto con 14,51 (-0.4), a un solo centimetro dal personale e nuova leader europea stagionale grazie alla miglior serie della sua carriera. Ottimo rientro ad alti livelli anche per Pietro Arese, quarto nei 1500 metri in 3:32.76, terzo tempo di sempre per lui e ampiamente sotto lo standard per gli Europei. Nei 200 metri Fausto Desalu ha chiuso quarto in 20.57, mentre Dalia Kaddari è stata quinta tra le donne con 23.25. Sugli 800 metri, infine, Giovanni Lazzaro ha sfiorato il record personale correndo in 1:45.30 e conquistando il settimo posto.
26/06/2026
Ti potrebbe interessare anche:
Nel Day 2 del Boris Hanžekovic Memorial di Zagabria, gran lancio di Rajindra Campbell che arriva al record nazionale a batte Leonardo Fabbri
La primatista del mondo fa sua la gara di salto in alto che ha aperto la tre giorni di Zagabria, sul podio anche Patterson e Topic
Boris Hanžekovic Memorial: Simonelli, Arese e Desalu guidano l'Italia nella notte di Zagabria. Il programma orario e la Diretta
Alla 76ª edizione del Memorial Boris Hanžekovic assisteremo a una gara di salto triplo come non se ne sono mai viste prima a Zagabria.
Anche la pluri-campionessa olimpica Elaine Thompson-Herah al via del Boris Hanžekovic Memorial in programma il 26 giugno a Zagabria
